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20/03/2013 - Separazioni, il gatto deve vivere dal coniuge a cui è affidato il figlio

Gli animali domestici acquistano un ruolo nella separazione tra coniugi, grazie ai legami affettivi che li possono unire maggiormente a uno dei componenti della famiglia. Questo è il presupposto del provvedimento del Tribunale di Milano (13 marzo 2013 sezione IX), che nel regolare rapporti post matrimoniali prende atto di un accordo in cui, attraverso la tutela degli interessi di una minore, si dispone dell'affidamento di gatti. È quindi l'interesse della minore a essere tutelato dal giudice, come tessuto che comprende anche la cura degli animali domestici della famiglia. Il Codice civile, trattando della separazione tra coniugi, all'articolo 155 parla di tutela dell'interesse morale e materiale del minore, quindi non è di ostacolo a un provvedimento che disciplini, nel complesso dei valori affettivi del minore, anche la sorte dell'animale domestico. L'affidamento ha vari aspetti: se vi è un minore che abbia affetti, prevale l'interesse a mantenere intatto il suo interesse. Le spese di mantenimento seguono l'usuale ripartizione tra ordinarietà (a carico del coniuge affidatario della minore) e straordinarietà (a carico di entrambi i coniugi). Se non vi sono minori, potrà valutarsi l'intensità del rapporto con uno dei separandi. Di sicuro, l'animale va considerato "essere senziente", secondo la definizione del Trattato di Lisbona entrato in vigore il 13 dicembre 2007. Nel tattato, che tutela da maltrattamenti, si sottolinea che "nel formulare e incrementare le politiche sull'agricoltura, pesca, trasporti, mercato interno e ricerca, l'Unione e gli Stati membri devono, poiché gli animali sono esseri senzienti, porre attenzione totale alle necessità degli animali stessi". Al di fuori di tali casi, gli animali domestici hanno trovato altre volte tutela, ad esempio con la possibilità di recuperarli se si perdono (articolo 925 Codice civile, che pone il termine di 20 giorni da quando il proprietario ha notizia della loro nuova collocazione). Si segnala infine che lo stesso giudice (Giuseppe Buffone) che ha provveduto a omologare il verbale di separazione del 13 marzo 2013, già nel 2011 aveva riconosciuto il diritto di una persona anziana a decidere l'affidamento, alla migliore amica, del proprio cane, curandone il mantenimento e la frequentazione periodica con il padrone affezionato ricoverato presso una struttura protetta (Tribunale Varese, decreto 7 dicembre 2011). di Guglielmo Saporito - Il Sole 24 Ore - leggi su http://24o.it/xh4yT .



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